STD8. Geografia ed etnografia: la ricerca sul campo tra “thick” e “thin description” (Chiara Iacovone, Andrea Pollio, Astrid Safina, Alberto Valz Gris)

 

Un tempo appannaggio dell’antropologia culturale, negli ultimi venti anni le pratiche etnografiche si sono diffuse in molte discipline, inclusa la Geografia (Hitchings & Latham, 2019).

Come praticare ricerca etnografica è un dilemma tanto pratico quanto teorico. Il lavoro sul campo di tipo immersivo che produceva thick description è diventato oggi impossibile: non solo gli incontri con il campo di ricerca sono spesso brevi e fuggevoli, ma la mobilità estesa delle dinamiche spaziali rendono anacronistica e non più difendibile una pratica basata sull’idea coloniale della familiarizzazione con la diversità (Comaroff & Comaroff, 2003).

Che cosa vuol dire, quindi, utilizzare metodi etnografici in Geografia senza risalire a quelle forme di profonda immersione dell’antropologia culturale da cui questi metodi derivano? Una risposta la offre l’antropologo John L. Jackson, proponendo di abbandonare la pretesa che l’etnografia sia necessariamente legata alla thick description: suggerisce al contrario di sostituire la densità con la superficialità di quella che chiama Thin Description (2013). Questa etnografia sottile consente di superare le presunzioni di una immersione oggi impossibile, e diventa  una strategia per tagliare piani sottili delle diverse scale, dei diversi luoghi, e delle diverse forme di partecipazione e coinvolgimento personale che caratterizzano la ricerca geografica nelle sue forme più mobili. La questione della mobilità appare in questo senso come una strategia per superare la fissità che caratterizza un approccio tradizionalmente thick.

Questo panel accoglie presentazioni che interroghino le sfide e le possibilità di utilizzare etnografie sottili, relazionali e mobili in Geografia. Oltre a contributi che emergono da una più intuitiva etnografia di campo, incoraggiamo proposte che superino il paradigma della presenza fisica e che riflettano sulla dimensione sottile offerta, ad esempio, dallo schermo di un dispositivo mobile, da strumenti di analisi quantitativa e dalla ricerca mediata da tecnologie digitali.

 

Comaroff, J., & Comaroff, J. (2003). Ethnography on an awkward scale: Postcolonial anthropology and the violence of abstraction. Ethnography, 4(2), 147-179.

Hitchings, R., & Latham, A. (2019). Qualitative methods II: On the presentation of ‘geographical ethnography’. Progress in Human Geography, 44(5), 972-980.

Jackson Jr, J. L. (2013). Thin description. Harvard University Press.

 

Profilo proponenti

 

Chiara Iacovone è dottoranda in Urban and Regional Development presso il Politecnico di Torino e membro del centro interdipartimentale Future Urban Legacy Lab.

 

Andrea Pollio è dottore di ricerca in Geografia e Studi Urbani. Da Ottobre 2020, è Marie Sklodowska-Curie fellow congiuntamente al dipartimento DIST del Politecnico di Torino e all’African Centre for Cities della University of Cape Town.

 

Astrid Safina è dottoressa di ricerca in Urban and Regional Development. Attualmente research fellow al dipartimento DIST del Politecnico di Torino e membro del centro di ricerca China Room.

 

Alberto Valz Gris è dottorando in Urban and Regional Development presso il Politecnico di Torino e membro del centro interdipartimentale Future Urban Legacy Lab.

 

Email di riferimento

 

albertovalzgris@gmail.com

INVIA QUI LA TUA PROPOSTA