STD7. Mobilità senza frontiere: metodologie qualitative di ricerca geografica intersezionale (Elisa Bignante, Paola Minoia)

 

Mobilità quotidiana, migrante o diasporica: la sessione intende trattare il movimento dal punto di vista delle metodologie qualitative, femministe e trasformative per studiare le pratiche di mobilità (e immobilità) in contesti spaziali e territoriali di discriminazione, tracciati da infrastrutture e tecnologie di comunicazione e controllo (Ahmed, 2000; Mohanty, 2003; Silvey, 2005). Partendo da casi di studio su esperienze di movimento e strategie di superamento di frontiere (urbane, fisiche, naturali, patriarcali, etniche, culturali, politiche), la sessione si interroga in particolare sull’apporto che i metodi di ricerca creativi e performativi (von Benzon et al, 2021; Elliot et al., 2019) e approcci multidimensionali e multi logici possono dare all’esplorazione del movimento umano nello spazio fisico così come in quello digitale e virtuale. La sessione accoglie contributi di ricerca qualitativa e possibilmente partecipante e attivista su geografie del movimento di corpi vulnerabili, discriminati o migranti in contesti sia urbani sia periurbani o rurali (Penttinen e Kynsilehto, 2017). L’obiettivo è di condividere sperimentazioni metodologiche di ricerca geografica in grado di:

– ridefinire e co-creare modalità di attivazione e partecipazione alla ricerca (in termini di soggettività, posizionamento, ruoli e relazioni nella ricerca), far emergere e, possibilmente, scardinare logiche e prassi estrattiviste di ricerca e costruire modalità etiche di ricerca;

– mettere in discussione la produzione e l’organizzazione della conoscenza lungo confini disciplinari, metodologici ed epistemologici rigidi, favorire le teorie critiche, espandere re/interpretazioni alternative, ad esempio femministe e decoloniali;

– fornire modi alternativi di raccogliere e analizzare i dati che valorizzino modalità diverse di essere e di conoscere, di muoversi, di sperimentare identità fluide, ibridità, forme di inclusione e convivialità;

– diffondere i risultati della ricerca attraverso nuovi format di restituzione che coinvolgano i co-ricercatori/co-creatori nel dialogo, tramite video, blog, podcast, cartografia emozionale e partecipativa, GIS qualitativi, produzioni artistiche, ecc. che sappiano dialogare con diverse parti sociali esterne all´accademia.

Sono benvenuti contributi in inglese.

 

Ahmed S. Strange Encounters : Embodied Others in Post-Coloniality. Routledge, London 2000

Elliot A., Norum R., Salazar N. B. (a cura di), Methodologies of mobility. Ethnography and Experiment, Berghahn Books, Brooklyn, 2019.

Mohanty C.T. Feminism without Borders : Decolonizing Theory, Practicing Solidarity, Duke University Press, Durham, N.C., 2003

Penttinen E., Kynsilehto A. Gender and Mobility. A critical introduction. Rowman and Littlefield Int., London, 2017

Silvey. R. “Borders, Embodiment, and Mobility: Feminist Advances in Migration Studies,” pp. 138-149 in Lise Nelson and Joni Seager (Eds.), Blackwell Companion to Feminist Geography. London: Blackwell, 2005

Von Benzon N., Holton M., Wilkinson C., Wilkinson S. (a cura di), Creative Methods for Human Geographers, Sage, Londra, 2021.

 

Profilo proponenti

 

Elisa Bignante è professoressa associata di geografia economico-politica presso il dipartimento di Culture, Politica e Società dell’Università di Torino. Si occupa di metodi di ricerca visuale, partecipativa e trasformativa, benessere e paesaggi terapeutici, geografie sociali e marginalità nel Sud globale.

 

Paola Minoia è professoressa associata di geografia economico-politica presso il dipartimento di Culture, Politica e Società dell’Università di Torino. Si occupa di metodologie trasformative in contesti di ricerca azione, partecipatory mapping, questioni di giustizia sociale e ambientale in Africa, America Latina ed Europa.

 

Email di riferimento

 

elisa.bignante@unito.it

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