STD6. Tra cyberspace e cyberplace. Prospettive geografiche delle nuove tecnologie abilitanti 4.0

 

Il termine “Industria 4.0” è stato ufficialmente introdotto nel 2011 in relazione ad un progetto governativo tedesco finalizzato alla digitalizza-zione della produzione in ogni sua fase (Kagermann et al., 2013; Lasi et al., 2014). Ormai a 10 anni dalla sua genesi, la dizione 4.0 è entrata nel gergo quotidiano e in quello comunemente usato dai media.

Nonostante questa popolarità, l’acronimo 4.0 resta un paradigma per certi versi mitologico che si presta bene a una narrazione mediatica meno interessata all’approfondimento verticale e maggiormente orientata a visioni stupefacenti e aneddotiche spesso esaltanti la sostituzione robot-uomo. In termini più rigorosi l’Industria 4.0 è definita sulla base di quattro “principi di progettazione” che riguardano l’interconnessione tra macchine e tra queste ultime e gli individui, la trasparenza delle informazioni, il decentramento fisico nel supporto alle decisioni. Le nuove tecnologie abilitanti in grado di rendere pratica operativa tali principi riguardano prevalentemente ma non solo i Big Data (BD), l’Advanced Manufacturing (AM), l’Internet of Things (IoT), l’Artificial Intelligence (AI).

In tale scenario, una particolare valenza scientifica di un aspetto ancora relativamente poco indagato riguarda la declinazione in ambiti specifici di tali paradigmi. Tra questi, riveste particolare importanza l’ambito della mobilità per diverse fondamentali ragioni. In primo luogo, a differenza del contesto relativo al settore industriale e di impresa nei quali le implementazioni delle nuove tecnologie risultano di più agevole fattibilità, il settore della mobilità richiede un sostanziale intervento di modifica infrastrutturale. Adattare la mobilità al paradigma 4.0 significa, infatti, predisporre infrastrutture e servizi in grado rendere le tecnologie fruibili dagli utenti. In secondo luogo, tale settore si presta a sua volta ad una trasversalità di declinazioni, che vanno dalla mobilità urbana sostenibile, alla logistica dei trasporti, fino alla nuova forma di captazione, su base tecnologica, dei flussi di turismo di transito da parte dei sistemi viari. Questa coalescenza di scenari induce una elevata complessità che rende il tema più critico e meritevole di approfondimenti analitici.

La presente sessione ambisce, pertanto, a promuovere contributi in grado di evidenziare le diverse prospettive di tipo geografico riguardanti i rapporti tra nuove tecnologie e mobilità. Sono gradite anche le prospettive che sottolineino le esternalità negative di tale fenomeno in transizione, ad esempio in relazione al riproponimento delle dinamiche centro-periferia in ragione della diversa disponibilità delle facilities infrastrutturali necessarie alla transizione tecnologica del sistema della mobilità. I risultati attesi dalla sessione si concretizzano nella opportunità di fornire un quadro di insieme sistematico e organico nel quale le diverse tessere geografiche sono armonizzate fino a comporre un elemento unitario di analisi, riflessione e narrazione del fenomeno in corso.

 

Kagermann H., Wahlster W., Helbig J. (2013), Recommendations for Implementing the Strategic Initiative Industrie 4.0, Final Report of the Industrie 4.0 Working Group, Forschungsunion, Frankfurt am Main.

Amato V. (2008), Centralità, periferizzazione e marginalizzazione nello spazio della rete. (Centrality, peripheralization and marginalization in the internet space.) in L. Carbone, F. Salvatori (eds), La geografia al tempo di internet, Società Geografica Italiana, 2008.

De Falco S. (2020), Geografia urbana dell’impresa VS trasformazione digitale. Un’analisi empirica nell’area di Napoli, Geotema, pp. 1-18.

 

Profilo proponenti

 

Vittorio Amato: è professore ordinario di Geografia politica ed economica presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II”. Da molti anni tiene lo stesso corso anche presso l’Accademia Aeronautica. Nell’ateneo fridericiano dirige il Dipartimento di Scienze Politiche ed è presidente dell’IRGIT – Istituto di Ricerca sulla Geografia dellaInnovazione Territoriale.

 

Daniela La Foresta: è Professore associato di Marketing Urbano e Territoriale e di Geopolitica dei paesi del Mediterraneo presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Napoli Federico II. Nell’ambito dell’attività professionale ha svolto sin dal 1988 incarichi di consulenza per la redazione di progetti di studio e di ricerca nel campo del marketing territoriale, del turismo, dell’organizzazione aziendale e della formazione.

 

Lucia Simonetti: è ricercatrice di Geografia economica presso il Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II”, dove è anche membro dell’IRGIT (Istituto di Ricerca sulla Geografia della Innovazione Territoriale).

 

Stefano De Falco: afferisce al Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, dove è anche Direttore dell’IRGIT (Istituto di Ricerca sulla Geografia della Innovazione Territoriale) e direttore del laboratorio “Strabone” di geografia umana digitale. È presidente della AICTT, Associazione Italiana Cultura per il Trasferimento Tecnologico

 

Email di riferimento

 

sdefalco@unina.it

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