SGP6. Mobilità informali e rotte migratorie in Europa: giungle, campi, confini

 

Oggi l’Europa è attraversata da una serie di rotte migratorie informali, caratterizzate da infinite ramificazioni, con passaggi, corridoi, accampamenti, “giungle” e corpi in movimento non registrati o “tollerati” dalle autorità. I campi (formali o spontanei) rappresentano gli ancoraggi di questi percorsi, le geografiche che ostacolano ma anche rendono possibili queste geografie della mobilità, mentre i nuovi corridoi, nati dal consolidarsi nel tempo di queste rotte informali, si compongono di spazi informali parzialmente “strutturati” che facilitano il movimento dei migranti attraverso il continente. Hanno preso così forma, negli ultimi anni, nuove geografie della mobilità informale ridefinita dalle tattiche spaziali, dai progetti e dalle storie dei migranti. Queste geografie sono al tempo stesso il risultato delle strategie di contenimento e ostacolo di tali mobilità da parte delle autorità statali e dell’intervento delle organizzazioni umanitarie, che sono all’origine della mutevole politica dei confini, dell’erezione di muri, della realizzazione di un vero e proprio arcipelago europeo di campi per profughi e dell’emergere di molteplici forme di accampamenti informali. Questa sessione intende accogliere interventi di carattere concettuale ed empirico che contribuiscano alla riflessione geografica sull’emergere e il consolidarsi di queste spazialità informali della mobilità europea.

 

AGIER, M. (2018). The Jungle. London: Polity Press.

ANSEMS de VRIES, L., and GUILD, E. (2019). Seeking refuge in Europe: spaces of transit and the violence of migration management. Journal of Ethnic and Migration Studies, 45, 2156-2166.

DAVIES, T., ISAKJEE, A., & DHESI, S. (2019). Informal migrant camps. In K. MITCHELL, R. JONES and J.L. FLURI (Eds.), Handbook on Critical Geographies of Migration, pp. 220-231. Cheltenham, UK: Edward Elgar.

HICKS, D. and MALLET, S. (2019). Lande: The Calais “Jungle” and Beyond. Bristol University Press.

JORDAN, J. and MOSER, S. (2020). Researching migrants in informal transit camps along the Balkan Route: Reflections on volunteer activism, access, and reciprocity. Area, 52(3), 566-574.

KATZ, I.   (2017).   Between   Bare   Life   and   Everyday   Life:   Spatializing   Europe’s   Migrant   Camps. Architecture_MPS, 12.

KATZ I. MARTIN D. and MINCA C. (eds.), (2018). The Camp Reconsidered, Boulder CO: Rowman and Littlefield.

MANDIĆ D. (2018). A migrant “hot potato” system: The transit camp and urban integration in a bridge society. Journal of Urban Affairs, 1-17.

MINCA C., UMEK D., (2020) “The new refugee ‘Balkan Route’: Field notes from the Bosnian border”, Rivista geografca italiana, 127, n.1, pp. 5-35.

MINCA C., UMEK D., ŠANTIĆ D., (2018), “Managing the ‘refugee crisis’ along the Balkan Route: field notes from Serbia”. In: MENJIVAR C. RUIZ M. and I. NESS I. (Eds.) The Oxford Handbook of Migration Crises, Oxford: Oxford University Press, pp. 444-464.

SQUIRE, V. (2020). Hidden Geographies of the “Mediterranean migration crisis”. Politics and Space C, 0, 1- 16.

STOJIĆ MITROVIĆ, M., AHMETAŠEVIĆ, N., BEZNEC, B., and KURNIK, A. (2020). The Dark Sides of Europeanisation. Serbia, Bosnia and Herzegovina and the EUropean Border Regime. Rosa Luxemburg Stiftung Southeast Europe.

TAZZIOLI, M. (2020). The Making of Migration. London: Sage.

UMEK D., MINCA C., and ŠANTIĆ D. (2019), The refugee Camp as Geopolitics: The Case of Preševo Serbia. In: Paradiso M. (ed.) Mediterranean Mobilities, London: Springer, 2019, pp. 37-53

 

Profilo proponenti

 

Claudio Minca è Professore Ordinario di Geografia presso l’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna. I suoi principali progetti di ricerca hanno riguardato il rapporto tra teoria spaziale e modernità, e la relazione tra geografia, viaggio e paesaggio. Si è anche occupato di geopolitica e biopolitica, analizzando l’ideologia spaziale del Terzo Reich e il lavoro del filosofo Giorgio Agamben e del giurista Carl Schmitt, mentre più recentemente ha lavorato sull’arcipelago di campi profughi lungo la “Rotta Balcanica”.

 

Dragan Umek è docente presso il Dipartimento di studi Umanistici dell’Università degli Studi di Trieste dove insegna Geografia. S’interessa di cartografia storica, geografia umana e culturale con particolare riguardo ai Balcani. In passato ha studiato il processo di “rimpatrio e ricollocazione” dei profughi nell’ex Jugoslavia e più recentemente ha concentrato le sue ricerche sulle dinamiche dei flussi migratori lungo la “Rotta balcanica” e sul modello dell’accoglienza diffusa per rifugiati e richiedenti asilo in Italia.

 

Email di riferimento

 

dragan@dsgs.units.it

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