SGP4. La montagna che “muove”: saperi, competenze, relazioni, cambiamenti

 

La sessione, nell’ambito del consolidato filone di studi sulla montagna e della ripresa di interesse conseguente alla costituzione di un gruppo di lavoro A.Ge.I., oggi rinnovato, si pone l’obiettivo di mettere in discussione il rapporto polarizzante e binario attraverso cui la montagna viene letta dalla pianura e allo stesso tempo come la montagna legga sé stessa attraverso il confronto con la pianura, applicando parametri, modi di vedere, narrazioni e strutture “fuori luogo e/o scala”. Non si tratta di negare o mettere in discussione logiche economiche, culturali e sociali di interdipendenza che hanno storicamente caratterizzato le relazioni tra diversi territori, o la dimensione dell’abbandono, correlata a processi di scivolamento a valle e litoralizzazione, ma di ricorrere a differenti e incrociate chiavi di lettura, nonché sondare piste meno battute di approfondimento, immaginando declinazioni plurali ascrivibili ai filoni di ricerca sia della geografia umana sia di quella economico-politica. Nella sessione si intendono favorire visioni, approcci, progetti, relazioni che riflettano sulle questioni montane incoraggiando letture endogene, dove il margine diventa centro e la prospettiva non è verso la montagna ma nella montagna e con una visione nuova anche verso il piano e le aree urbane. L’auspicio è quello di raccogliere e stimolare ricerche che provino a sovvertire l’idea, consolidata nell’immaginario collettivo, che le terre alte siano e rimarranno territori marginali, investigando invece le proprietà/capacità/potenzialità presenti ed esplorando nuovi rapporti e nuove opportunità.

Sono accolti contributi tesi a indagare, in particolare, le seguenti questioni:

– economie di ieri e di oggi tra centralità e periferie;

– mobilità, circolazione e reti;

– rete urbana, città interne e divari infrastrutturali;

– spopolamenti e ripopolamenti;

– nuovi flussi economico-finanziari;

– nuovi turismi;

– pandemia e impatti territoriali;

– vulnerabilità ambientale e catastrofi naturali.

Obiettivo ultimo è analizzare criticamente le questioni sollevate da un nuovo modo di concepire la montagna italiana e le aree interne, nonché le conseguenti implicazioni spaziali, allo scopo di riflettere su nuovi modelli insediativi in grado di innescare processi di ri-funzionalizzazione e ri-territorializzazione.

 

Profilo proponenti

 

Salvatore Amaduzzi è professore associato all’Università di Udine, docente di GEOmarketing e GEOtechnologies for Tourism. Si interessa di Location Based Services, GEOBigData, Social BigData e di analisi delle presenze e spostamenti utilizzando i dati della telefonia cellulare applicando queste tecnologie in particolare alle analisi in ambito turistico.

 

Lina M. Calandra è professore associato all’Università dell’Aquila, responsabile scientifico del laboratorio cartografico e GIS “Cartolab”. Tra i suoi interessi scientifici vi è la partecipazione-azione come metodologia di ricerca e di governo del territorio, la montagna, con riguardo al rapporto tra conservazione ambientale e valorizzazione territoriale nei parchi nazionali appenninici.

 

Bernardo Cardinale è professore ordinario all’Università di Teramo, dove presiede il Corso di studio in Economia. Autore di diverse pubblicazioni sui temi della sostenibilità e della competitività territoriale, per vari anni ha coordinato il Dottorato di ricerca in Analisi delle politiche di sviluppo e promozione del territorio.

 

Nadia Carestiato, ricercatore a t.d. di tipo A all’Università di Udine. Si interessa dei temi e questioni legate alla gestione delle risorse collettive, in chiave storica e attuale, del paesaggio e degli approcci e partiche alternative all’economia dominante.

 

Marina Fuschi è professore ordinario all’Università “G. d’Annunzio” di Chieti-Pescara. La sua attività di ricerca si è indirizzata prevalentemente ai temi della geografia urbana e dello sviluppo regionale. Ha partecipato a diversi gruppi di ricerca nazionali, pubblicando saggi, libri e curando la pubblicazione di alcuni volumi.

 

Andrea Guaran è professore associato all’Università di Udine. Si interessa a temi geografici in particolare indagati sotto la prospettiva educativa e nella loro traduzione didattica. Fa parte di due gruppi di ricerca A.Ge.I: uno relativo agli studi sul paesaggio e l’altro che affronta le tematiche delle identità territoriali.

 

Pierluigi Magistri è ricercatore a t.d. di tipo B all’Università di Roma “Tor Vergata” con abilitazione a professore associato. La sua attività di ricerca riguarda la geografia culturale con particolare attenzione al rapporto fra religione e territorio, ai processi migratori, al turismo religioso, alla storia del paesaggio

 

Monica Meini è professore ordinario all’Università del Molise, responsabile scientifico di un laboratorio di ricerca dedicato alle mobilità (MoRGaNa Lab), direttore del Centro Studi sul Turismo, coordina la Sezione Paesaggio Economia Pianificazione del Dipartimento di Bioscienze e Territorio.

 

Mauro Pascolini è professore ordinario di Geografia all’Università di Udine, è impegnato in tematiche di ricerca sul paesaggio, lo sviluppo locale e i territori montani, concretizzandole in numerose pubblicazioni. È stato responsabile scientifico del PPR del Friuli V. G.; fa parte del Comitato scientifico di Dolomiti Unesco ed è presidente di Rete Montagna.

 

Silvia Scorrano è ricercatore a t.d. di tipo B all’Università “G. d’Annunzio” di Chieti-Pescara. Abilitata a professore associato, ha collaborato con diversi enti di ricerca pubblici e privati, in Italia e all’estero, occupandosi di tematiche legate allo sviluppo economico.

 

Giulia Urso è ricercatrice in Geografia Economico-Politica al Gran Sasso Science Institute, L’Aquila. I suoi interessi di ricerca ruotano attorno alla resilienza e allo sviluppo delle aree periferiche. Svolge attività di studio a supporto della Strategia Nazionale per le Aree Interne.

 

Francesco Visentin è ricercatore a t.d. di tipo B all’Università di Udine. Si interessa di paesaggio investigando in particolare le dinamiche e i rapporti tra patrimonio e patrimonializzazione, l’evoluzione dei paesaggi marginali e del quotidiano e gli impatti economici e socio-culturali del turismo sulle comunità.

 

Gian Pietro Zaccomer è ricercatore all’Università di Udine. La sua attività di ricerca è caratterizzata da una forte interdisciplinarità tra geografia economica, economia regionale e statistica spaziale. Si è occupato di diversi argomenti tra cui i distretti industriali, carburanti e consumi elettrici, demografia delle imprese, lavoro e turismo.

 

Email di riferimento

 

pierluigi.magistri@uniroma2.it

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