SGP2. Spazi, attori e politiche “in movimento” tra “marginalità” e “centralità”

 

La presente sessione intende stimolare la riflessione sulle “geografie in movimento” che caratterizzano i territori della “marginalità”. Le crisi che stiamo ripetutamente sperimentando negli ultimi 15 anni (finanziaria, pandemica, ecc.) hanno prodotto e stanno producendo rilevanti riconfigurazioni territoriali in cui la marginalità costituisce un elemento rilevante. Gli impatti socioeconomici e culturali di queste crisi ricorrenti presentano infatti evidenti conseguenze sugli assetti regionali, sulle aree urbane e quelle rurali, accelerando processi già in atto. La marginalità costituisce, tuttavia, un costrutto interpretativo più che un dato di realtà “oggettiva” e lo sguardo sui margini è condizionato dal punto di vista di chi osserva (Lancione, 2016). In tal senso, nel quadro dell’urbanizzazione contemporanea “centralità” e “marginalità” si alimentano vicendevolmente alle diverse scale (Brenner, Schmid, 2015) e la crisi pandemica da Sars-cov-2 ha portato a riflettere con sguardo rinnovato sulla densità e sulla connettività dei e tra i territori  (McFarlane, 2016) e sul ruolo giocato da questi fattori all’interno delle dinamiche contemporanee dell’urbano, non solo sulle sue componenti più “centrali” ma anche sulle periferie metropolitane, sulle città in decrescita e sulle aree interne (Cremaschi et al., in stampa).

A tal proposito, giova ricordare che nell’attuale situazione in alcune importanti aree metropolitane si sono già avviate riflessioni sulla “città dei 15 minuti” (Parigi, Milano), idea che porta a riconsiderare, in particolare, la distribuzione dei servizi pubblici in termini di maggiore reticolarità e di riequilibrio delle funzioni. Tali riflessioni andrebbero affiancate da interventi e politiche in favore dei quartieri in maggiore difficoltà (dove tra l’altro gli effetti della pandemia paiono più crudi: Biglieri et al., 2020). Anche il tema delle aree interne è stato rilanciato, non sempre in modo pertinente, a proposito della necessità di decongestionare le aree funzionalmente più dense e di sfruttare le opportunità offerte dal “lavoro a distanza” e dalla disponibilità insediative dei cosiddetti “piccoli borghi”. Obiettivo della presente sessione è, dunque, sollecitare contributi che consentano di portare elementi di riflessione teorica, metodologica o idiografica sulle “geografie in movimento” dei sistemi urbani e regionali e su come ridefinire “centralità” e “marginalità” alla luce delle sfide, delle innovazioni e delle trasformazioni riguardanti la conoscenza, il mercato del lavoro, la cultura e la qualità della vita.

 

Biglieri S., De Vidovich L., Keil R. (2020). “City as the core of contagion? Repositioning COVID-19 at the social and spatial periphery of urban society”. Cities & Health, 1-3.

Brenner N., Schmid C. (2015). “Towards a new epistemology of the urban?”, City, 19:2-3, 151-182.

Cremaschi M., Salone C., Besana A. (in stampa). Densità urbana e Covid-19: la diffusione territoriale del virus nell’area di Bergamo, mimeo.

Lancione M. (2016). “The Assemblage of Life at the Margins”. In Lancione M. (ed.), Re-Thinking Life at the Margins. The Assemblage of Contexts, Subjects and Politics, London, Routledge, 3-26.

McFarlane C. (2016). “The geography of urban density: topology, politics and the city”, Progress in Human Geography, Vol. 40(5) 629–648.

 

Profilo proponenti

 

Paolo Molinari è professore ordinario di Geografia presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore e membro del Collegio di Dottorato in Scienze della persona e della formazione della stessa università. È stato visiting professor presso le Università di Paris Est Marne-la-Vallée e di Paris Diderot. È Presidente della Sezione Lombardia dell’Associazione Italiana Insegnanti di Geografia (AIIG). Tra i suoi principali ambiti di ricerca vi sono i temi dell’abitare, delle periferie e dell’esclusione sociale, le riforme territoriali nei paesi europei e l’educazione al territorio e alla cittadinanza.

 

Carlo Salone è professore ordinario di Geografia economico-politica all’Università degli Studi di Torino, dove ha diretto fino al 2012 il centro di ricerche Eu-Polis ed è attualmente vice-coordinatore del dottorato internazionale in Urban & Regional Development. Ha insegnato come visiting professor in Francia (Paris 10, UPEC, Paris 7 e Université Lyon 2), Spagna (Girona, Doctoral School of Geography and Planning) e Finlandia (Oulu, Doctoral School of Geography). Tra i suoi interessi scientifici principali vi sono le politiche territoriali alle diverse scale, la riconfigurazione degli spazi regionali e del regionalismo, le pratiche culturali nello sviluppo urbano e, più di recente, le implicazioni territoriali dell’emergenza pandemica.

 

Email di riferimento

 

paolo.molinari@unicatt.it

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