OMB6. La scienza in divenire. Descrizione, studio e narrazione dei beni geo-cartografici: produzione e riproduzione del sapere scientifico geografico

 

La ricchezza, la varietà e financo i vuoti e le mancanze, creatisi per dispersione e per abbandono, che caratterizzano il patrimonio geografico conservato presso gli Atenei e le Società scientifiche consentono di riallacciare i fili e tessere la trama di una storia che, a seconda dei casi, può integrarsi con o andare oltre la narrazione rappresentata dalle pubblicazioni scientifiche e dai materiali editi. La ricerca in questo ambito costituisce un impegno nel provare a rispondere a specifiche istanze emerse nella produzione metacognitiva intorno alla disciplina agli inizi del XXI secolo, tenendo conto della “perorazione per una nuova storia della geografia attenta ai livelli istituzionali e didattici non meno che ai contesti sociali e locali” (Quaini, 2003, p. 328) e del bisogno di “ricostruire personaggi, relazioni, atmosfere culturali, vere genealogie di pensiero, imparentamenti con altre discipline e vicende della politica e dell’economia locali, scontri intestini alla disciplina, fieri contrasti culturali, ma anche schiettamente politici” (Zanetto, 2009, p. 490).

La sessione intende accogliere contributi relativi a esperienze o ipotesi progettuali di ricognizione, metadatazione e storytelling del patrimonio geografico, in Italia e all’estero, formale e non formale. Un’occasione per passare in rassegna e monitorare sia lo stato degli studi sulle pratiche sociali che portano alla formazione di archivi di fonti geografiche (Mancini, 2002; Rose, 2011; Withers, 2011) sia per ribadire la centralità di un approccio biografico a tali studi, la cui necessità fu evidenziata di nuovo da Massimo Quaini nel corso di un suo intervento in occasione del terzo appuntamento (3 novembre 2016) di “Geografie che hanno fatto Storia. III – I lunghi anni 1980” a margine della riflessione intorno al suo Dopo la geografia (1978), con un’attenzione mirata al riconoscimento di percorsi di “memoria semantica”, vale a dire al “ruolo della memoria individuale come processo di valorizzazione delle proprie capacità sia cognitive che di interpretazione dei legami affettivi con i luoghi” (Vallerani, 2016, p. 199). Un momento di confronto al fine di compiere una ricognizione del movimento dei beni geocartografici, documentando le dinamiche che hanno portato alla costituzione di fondi o “semplici” raccolte di carte geografiche, plastici, fotografie, audiovisivi, strumenti, ecc, testimoniando o sperimentando pratiche di risignificazione o processi di rifunzionalizzazione dei patrimoni: da un lato ci si apre alla possibilità di ricostruire da prospettive “altre” (diverse, alternative) le vicende del passato, dall’altro lato si stimola la connessione tra riflessione sui contenuti, i metodi e gli strumenti della disciplina e il discorso pubblico, attraverso anche l’innovazione nella didattica.

 

Mancini M. (2002), L’archivio fotografico della Società geografica italiana, Novara, De Agostini

Quaini M. (2003), La geografia. Una disciplina all’incrocio delle scienze naturali e umane, in Assereto Giovanni (a cura di), Tra i palazzi di via Balbi. Storia della facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Genova, «Atti della Società Ligure di Storia Patria, Nuova Serie», II, pp. 229 – 335.

Rose G. (2011), Domesticating the archive: the case of family photography, in Maggioli Marco (a cura di), La costruzione delle biografie territoriali: archivi e rappresentazione, in «Semestrale di Studi e Ricerche di Geografia (fascicolo monografico), 1, pp. 11-32.

Vallerani F. (2016), Dalle forme biografiche alla coscienza territoriale: Gabriele Zanetto e la geografia culturale come strategia per ri-abitare i luoghi, in «Riv. Geogr. Ital.», 123, pp. 199-214.

Withers W. J. C. (2011), Geography and credibility in publishers’ archives, in Maggioli Marco (a cura di), La costruzione delle biografie territoriali: archivi e rappresentazione, in «Semestrale di Studi e Ricerche di Geografia (fascicolo monografico), 1, pp. 33-46.

Zanetto G. (2009), L’identità del geografo, in Cencini Carlo, Federzoni Laura e Menegatti Bruno, (a cura di), Una vita per la geografia. Scritti in ricordo di Pietro Dagradi, Bologna, Patron, pp. 481-499.

 

Profilo proponenti

 

Claudio Cerreti è Professore ordinario di Geografia presso l’Università Roma Tre, è Presidente della Società Geografica Italiana, dopo esserne stato Vicepresidente e Consigliere. Già direttore delle riviste scientifiche di classe A Bollettino della Società Geografica Italiana e Geotema, è stato anche coordinatore nazionale del Centro Italiano per gli Studi Storico-geografici e direttore responsabile della rivista Geostorie. La sua attività di ricerca si è concentrata su questioni di geografia politica e geo-storiche, con particolare attenzione per la storia delle esplorazioni geografiche e della cartografia italiana ed estera.

 

Riccardo Morri è Presidente dell’Associazione Italiana Insegnanti di Geografia, Presidente del CdS magistrale in Gestione e valorizzazione del territorio e direttore della rivista scientifica di classe A Semestrale di Studi e Ricerche di Geografia”. Professore associato di geografia, con abilitazione alla prima fascia, presso la Sapienza Università di Roma, dove è Responsabile delle Attività Didattiche e di Ricerca del Laboratorio Geocartografico. Interessato allo studio dei movimenti migratori e alla dimensione comunitaria della relazione memoria-territorio, negli ultimi anni è impegnato in processi di recupero e valorizzazione del patrimonio geografico accademico italiano in una prospettiva di public engagement e di lifelong learning.

 

Email di riferimento

 

riccardo.morri@uniroma1.it

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