ITR7. Migrazioni/biodiversità/residenza: Geografie del movimento fra scienza e arte

 

Quali sono le possibilità euristiche che scaturiscono del rapporto e dalle contaminazioni fra arte e scienza  nell’interpretare la dimensione ecologica, culturale e biologica del movimento? I Corpi, fra movimento e stasi,  attraversano e performano il territorio, e queste esperienze sono vissute, immaginate, raccontate attraverso  registri discorsivi e forme di comunicazione differenti, che innescano “diaspore di racconti”  transmediterranei.

La proposta di questa sessione prende avvio da un’esperienza progettuale svoltasi nell’isola-parco dell’Asinara, chiamata Overlap, che si interroga sulla “sovrapposizione” delle rotte migratorie di animali e  persone tra Africa ed Europa, con un orizzonte concettuale incentrato su migrazioni/biodiversità/residenza e sul caleidoscopio di rappresentazioni che ne derivano.

A partire da quest’esperienza interdisciplinare e performativa, che ha coinvolto un gruppo di ricercatori  (geografi, urbanisti, antropologi, etologi), artisti (coreografi, fotografi, videomakers), abitanti (fra cui  richiedenti asilo), enti pubblici e associazioni, il panel vuole promuovere un confronto e un dialogo (teorico metodologico e di natura empirica) sulle “geografie del movimento/dislocazione”, attraverso le seguenti  question, che incrociano la rappresentazione dello spazio e gli spazi di rappresentazione (anche intesi come  spazi di costruzione politica di contro-narrazioni):

– Come si raccontano i corpi che si muovono nello spazio, attraverso emozioni, desideri, traumi e memorie,  ritmi e temporalità? Quei corpi che attraversano, vivono e raccontano luoghi, tra centri e periferie, confini e barriere, terre, mare e deserto, tra stabilità e transitorietà?

– Quanto e come l’ibridazione di registri, “discipline” e metodologie fra scienza e arte produce a sua volta  forme alternative (rappresentative o non rappresentative) di narrazione del movimento e delle migrazioni?  (Ad es.: come il racconto di una mappa di viaggio diventa una coreografia?)

– Come le geografie pubbliche – e con quali forme, approcci e esiti (mostre, produzioni multimediali,  performances, laboratori di cittadinanza…) – intersecano la tensione fra arte e scienza sulle questioni del  “movimento”, e interagiscono con la società civile e il territorio?

 

Giubiliaro C., 2016, Corpi, spazi, movimenti. Per una geografia critica della dislocazione, Unicopli, Milano

Di Meo G., 2010, “Subjectivité, socialité, spatialité: le corps cet impensé de la géographie”,  Annales de  Géographie, 675(5), 466-491.

Turco A., Camarà L. (eds), 2018, Immaginari migratori, Angeli, Milano

Overlap: http://www.senzaconfinidipelle.com/wover.html

Cosmomed: https://www.cosmomed.org

 

Profilo proponenti

 

Raffaele Cattedra, Professore ordinario di Geografia presso il Dipartimento di Lettere, Lingue e Beni Culturali dell’Università di Cagliari. Ha insegnato fino al 2009 all’Università Paul Valéry di Montpellier. Si  occupa di geografia urbana e di Mediterraneo con particolare attenzione ai processi territoriali che investono  gli spazi pubblici e gli spazi del sacro in relazione alle migrazioni. Da alcuni anni, nell’ambito di un approccio  di geografia pubblica, ha avviato riflessioni e progetti sulla relazione fra scienza e arte, società civile e  territorio.

 

Altri proponenti: Dario La Stella (antropologo-coreografo, progetto Senzaconfinidipelle); Silvia Serreli  (urbanista, Università di Sassari); Gianluca Gaias (dottore di ricerca in geografia, Università di Cagliari)

 

Email di riferimento

 

cattedra.r@gmail.com

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