EAP4. Le dinamiche del selvatico

 

La “selva”, metafora che rimanda a immaginari letterari ed esotici, è una realtà (naturale e sociale) in movimento che sta riconfigurando i territori (rurali e urbani) in modo sempre più pervasivo. La “mobilità” della selva si riscontra nel suo avanzamento incontrollato, a seguito dell’abbandono dell’agricoltura marginale, dello sprawl urbano e della presenza di spazi relitti: qui la selva ha (ri)guadagnato terreno, modificando usi del suolo, paesaggi e relazioni. Vegetazione e animali selvatici penetrano negli spazi dell’agricoltura e in quelli urbani (come durante il lockdown), gli spazi industriali dismessi si inselvatichiscono e quelli urbanizzati si espandono incontrollati anche attraverso la pervasività dei rifiuti antropici. Nella selva sfuma l’opposizione tra “naturale” e “civile”, vige l’ibridazione e scaturisce una dinamica non regolata. Da un lato, la selva travalica i limiti e avanza fin dentro le città, ma dall’altro persiste al cambiamento delle politiche, delle culture e delle società, definendo paesaggi della resistenza o della «immobilità». In entrambi i casi, la selva pone nuove questioni sulla competizione territoriale tra gli attori, sia umani sia non umani.

La sessione invita a proposte teoriche, metodologiche ed empiriche riconducibili a tutti i filoni della ricerca geografica e che contribuiscano alla comprensione delle dinamiche multiscalari del selvatico, alla rappresentazione dei paesaggi ibridi e dei suoi attori, e all’interpretazione della mobilità spaziale e temporale della selva. Come approcciare l’analisi della deformità spaziale, dell’imprevedibilità temporale e delle dinamiche relazionali/conflittuali di questi nuovi paesaggi? Come interpretarne l’evoluzione? Come rappresentarne l’instabilità?

 

Agrimi M. (2013), Significato e ruolo della “foresta urbana” nella gestione territoriale in Italia, in “L’Italia Forestale e Montana”, 68 (1), pp. 11-23.

Bandiera M., Bini V. (a cura di) (2020), The Territories of Political Ecology: Theories, Spaces, Conflict, in “Geography Notebooks”, 3 (2).

Bortolamiol S., R. Raymond, L. Simon (2017), Territoires des humains et territoires des animaux: éléments de réflexions pour une géographie animale, in “Annales de géographie”, 716, pp. 387-407.

Clément G. (2005), Manifesto del terzo paesaggio, Macerata, Quodlibet.

Harrison R.P. (1993), Forest. The shadow of civilisation, Chicago, UCP.

Whatmore S. (2008), Hybrid Geographies: Rethinking the ‘Human in Human Geography, in Anderson K., Braun B. (a cura di), Environment. Critical Essays in Human Geography, Londra, Routledge.

 

Profilo proponenti

 

Antonella Primi: professoressa associata in geografia presso l’Università di Genova, ha partecipato a numerosi progetti di ricerca, tra cui il PRIN 2017 “Sylva”. Si occupa di sostenibilità, valorizzazione territoriale, percezione del rischio, migrazioni e geografia sociale con approfondimenti nel contesto ligure.

 

Ginevra Pierucci: dottoranda in Studi Storici, Geografici, Antropologici (Università degli studi di Padova, Università Ca’ Foscari Venezia). Svolge una ricerca sulla mobilità del paesaggio selvatico (PRIN 2017 “Sylva” e progetto MoHu). Specializzata in ricerche geografiche qualitative su campo e pratiche creative di divulgazione.

 

Email di riferimento

 

primi@unige.it

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