OMB1

OMB1. Storie di case: “beni immobili” tra fluidità, precarietà e mutevolezza

 

Per quanto tecnicamente immobili, molti beni sono tutt’altro che statici in termini di pratiche che li plasmano. Sono diversificate e in continuo cambiamento le pratiche di accesso a (e uso di) un bene tanto centrale per la vita come la casa. Non solo la tradizionale dicotomia tra proprietà e affitto lascia sempre più spazio a una miriade di forme variegate, all’interno della quale emergono pratiche collettive (e.g. cohousing e altre forme di abitare comunitario), temporanee (e.g. affitti brevi, legati sia alla iper-turistificazione delle città, sia alla crescente precarizzazione delle biografie lavorative), inaspettate (e.g. convivenze solidali tra anziani e studenti) o precarie (e.g. occupazioni, campi). Per di più l’accesso ordinario tramite processi legali è affiancato da fattispecie informali (o illegali) che, sebbene rappresentino da molti anni un tratto tipico del regime abitativo italiano (e più in generale mediterraneo), si sono complessificate e moltiplicate negli ultimi decenni, a seguito di cambiamenti strutturali di carattere economico, culturale e sociale (e.g. crescita dei flussi migratori e precarizzazione). Tale complessificazione subirà probabilmente una ulteriore torsione a seguito della recente crisi pandemica, i cui effetti in questo campo, sebbene già ora percepibili aneddoticamente (per esempio, in termini di crescita della precarietà abitativa), aspettano di essere esplorati in maniera sistematica e analitica.

Su questo sfondo, la sessione desidera raccogliere contributi di natura diversa – sia tradizionali comunicazioni orali in presenza, sia contributi visuali in forma video o fotografica – che riflettano criticamente sul carattere mobile, mutevole e plastico delle pratiche di accesso e uso del bene immobile abitativo, focalizzandosi per esempio su (ma non limitandosi necessariamente a):

– diversificazione fenomenologica delle forme di uso e accesso alla casa, connesse sia all’emersione/consolidamento di nuove soggettività (per esempio, migranti stagionali o lavoratori del nuovo precariato del capitalismo digitale), sia a recenti contingenze storiche (per esempio la crisi pandemica, ma anche la precedente crisi economica globale);

– fluidità delle geografie abitative contemporanee dal punto di vista istituzionale (per esempio, in termini di relazione tra sfera legale e sfera illegale);

– valenza epistemica dello studio delle pratiche abitative in relazione alla comprensione dei caratteri costitutivi dell’urbanesimo globale contemporaneo;

– processi di marginalizzazione e violenza legati all’accesso alla casa e alle pratiche abitative

 

Allen, J., Barlow, J., Leal, J., Maloutas, T., & Padovani, L. (2004). Housing and welfare in Southern Europe. London: Blackwell.

Arbaci, S. (2019). Paradoxes of segregation: Housing systems, welfare regimes and ethnic residential change in Southern European cities. Hoboken: John Wiley & Sons.

Chiodelli F., Coppola A., Belotti E, Berruti G., Clough Marinaro I., Curci F., Zanfi F. (2020). The production of informal space: A critical atlas of housing informalities in Italy between public institutions and political strategies. Progress in Planning https://doi.org/10.1016/j.progress.2020.10049

Waibel L., McFarlane C. (Eds.) (2012). Urban informalities. Reflections on the formal and informal (pp. 171– 193). Farnham: Ashgate.

Vasudevan, A. (2015a). Metropolitan preoccupations: The spatial politics of squatting in Berlin. London: Wiley-Blackwell.

 

Profilo proponenti

 

Francesco Chiodelli è professore associato di geografia economica e politica presso l’Università degli studi di Torino. in precedenza, ha lavorato al Gran Sasso Science Institute (l’Aquila), dove ha co-diretto il dottorato di ricerca in Studi Urbani dal 2013 al 2019. La sua ricerca si concentra principalmente sulla teoria critica della regolazione dello spazio, con particolare riferimento a questioni di illegalità, informalità pluralismo e diversità.

 

Camillo Boano è professore ordinario di Progettazione Urbana e Teoria Critica presso la Bartlett Development Planning Unit (University College of London) e professore ordinario di Architettura e Progettazione Urbana presso il Dipartimento Interateneo di Scienze, Progetto e Politiche, Territorio del Politecnico di Torino. La sua ricerca si concentra sui complessi incontri tra teoria critica, filosofia radicale e processi di progettazione urbana

 

Email di riferimento

 

francesco.chiodelli@unito.it


EAP1

EAP1. Acqua in movimento: flussi, ritmi e cambiamenti

 

Fiumi, mari, oceani, laghi, ghiacciai, falde acquifere, nuvole: l’acqua è ovunque. La sua presenza, o assenza, è determinante per l’emergere della vita sulla Terra, e le sue implicazioni – epistemologiche e ontologiche – per lo studio della geografia e la comprensione del nostro rapporto con la natura nell’Antropocene sono molteplici (Menga e Swyngedouw, 2018). Recenti riflessioni critiche da parte di studiosi di diverse discipline hanno acceso un dibattito sui meccanismi attraverso i quali le acque interne diventano un elemento costitutivo di intense reti e territori sociali, o idro-sociali (Linton e Budds, 2014; Duarte Abadia et al., 2015; Sultana e Loftus, 2019). Vi è un crescente interesse per attori e dinamiche che sinora sono stati solo parzialmente esaminati, sotto-studiati, o sono rimasti del tutto invisibili. Alcuni esempi includono, tra gli altri: il legame tra acqua e giustizia sociale, il ruolo delle infrastrutture idriche nei processi di territorializzazione e de-territorializzazione, e la dimensione di genere nell’insicurezza idrica.

Basandosi sulle questioni sopra menzionate, questa sessione si occuperà della mobilità delle acque interne e di come questa influenzi, talvolta stravolgendoli, i ritmi e gli spazi amministrativi, economici, culturali e politici della società globalizzata e delle entità, umane e non-umane, che la popolano.

 

Duarte-Abadía, B., Boelens, R. and Roa-Avendaño, T., 2015. Hydropower, encroachment and the re-patterning of hydrosocial territory: The case of Hidrosogamoso in Colombia. Human Organization, 74(3), pp.243-254.

Linton, J. and Budds, J., 2014. The hydrosocial cycle: Defining and mobilizing a relational-dialectical approach to water. Geoforum, 57, pp.170-180.

Menga, F. and Swyngedouw, E. eds., 2018. Water, Technology and the Nation-state. Routledge.

Sultana, F. and Loftus, A. eds., 2019. Water politics: Governance, justice and the right to water. Routledge.

 

Profilo Proponenti

 

Filippo Menga è docente di geografia umana all’Università di Reading (Regno Unito). Le sue ricerche affrontano il tema delle politiche dell’acqua e dell’interrelazione tra ecologia, potere, produzione di energia e grandi infrastrutture idrauliche.

 

Giorgio Osti è docente di sociologia dell’ambiente e del territorio all’Università di Padova; ha svolto ricerche sulla transizione energetica e la questione idrica. Ha curato un numero di Rassegna Italiana di Sociologia su “Water Socialisation” (2/2020). Si occupa inoltre di aree rurali fragili.

 

Email di riferimento

 

filippomenga@gmail.com


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