Venezia e la laguna. Un crocevia di popoli e culture in un paesaggio naturale in perenne divenire

Venezia e la laguna. Un crocevia di popoli e culture in un paesaggio naturale in perenne divenire

Numero minimo di partecipanti: 12

Numero massimo di partecipanti: 24
Partenza prevista da Mestre (stazione ferroviaria): sabato 11 settembre, ore 14.00

Rientro previsto a Mestre (stazione ferroviaria o aeroporto): lunedì 13 settembre, ore 13.00
Quota (trasporto, alloggio, pasti, barca a vela): 350 euro

Per informazioni: aldino.bondesan@unipd.it; lorena.rocca@unipd.it

 

Il multiforme paesaggio della laguna veneta e del suo entroterra costituisce l’esito della millenaria azione dei processi naturali in perpetua lotta tra sommersione ed emersione, tra erosione e sedimentazione. La presenza umana ha governato tali processi, regolando l’ingresso delle acque da terra e da mare, in uno dei più grandi esperimenti idraulici del passato, che continua ancora oggi con il Mose, in un dibattito vivace e sempre aperto. A partire dalla fondazione della Serenissima, 1600 anni fa, si consolida un paesaggio urbano unico al mondo, simbolo globale di bellezza, dove nel tempo infrastrutture commerciali, navali, produttive, industriali e portuali hanno alternativamente polarizzato mobilità trasversali. Venezia è da sempre un elemento propulsore, centro di attrazione e nodo centrifugo tra Oriente ed Europa, fucina di idee e di innovazione, crocevia di merci, popoli, religioni, arte, cultura, libri, esplorazioni, fermenti politici, forme di governo, presenze militari, tecniche navali, pratiche di gestione del territorio e protezione dell’ambiente e, non da ultimo, presenza turistica. Il suo entroterra, tra Mestre e Porto Marghera, è stato protagonista del mutamento dei paradigmi produttivi, commerciali, sociali, insediativi e ambientali dell’ultimo secolo.

 

PROGRAMMA PROVVISORIO

sabato 11 settembre

pomeriggio

Venezia Fortificata, il campo Trincerato di Mestre: trasferimento in bus e visita al Forte Carpenedo

Traferimento a Chioggia e cena

 

domenica 12 settembre

Escursione in barca a vela in laguna sud (intera giornata)

Pranzo al sacco fornito dall’organizzazione

Cena a Chioggia

 

lunedì 13 settembre

mattina

Trasferimento a Porto Marghera e visita alle aree industriali

Arrivo alla stazione di Mestre alle 13.00 circa

 

Note logistiche

Per l’escursione in barca a vela di domenica si suggerisce di indossare scarpe morbide pulite possibilmente con la suola chiara. L’abbigliamento deve essere pratico e sportivo. In mare l’irraggiamento solare è amplificato dal riverbero dell’acqua. È pertanto facile scottarsi. Si consiglia un copricapo in tela o un berretto contro il vento ed il sole. Non dimenticate gli occhiali da sole, protettori solari ad alto fattore possibilmente non oleosi. Si consiglia di indossare una t-shirt, un maglione o una felpa e /o un pile, Una giacca a vento leggera (tipo K-way). È opportuno portarsi un cambio completo. Ricordate che, durante la navigazione, potrebbe fare freddo.

La base sarà presso la darsena della Porto Turistico S. Felice a Sottomarina di Chioggia. Veleggeremo nella Laguna sud di Venezia da Chioggia a Pellestrina. Questo il link con l’itinerario di navigazione http://www.greatwarproject.eu/neatline/fullscreen/chioggia-in-barca-a-vela#records/1949


Padova 2030 – esplorando la città tra ambiente, geostoria, sviluppo di comunità e partecipazione

Padova 2030 – esplorando la città tra ambiente, geostoria, sviluppo di comunità e partecipazione

Numero minimo di partecipanti: 12

Numero massimo di partecipanti: 25

Partenza prevista da Padova: 11 settembre, ore 14.00

Rientro previsto a Padova: 13 settembre, ore 13.00

Quota (trasporto, alloggio, pasti): 300 euro

Per informazioni: mastergiscience.dicea@unipd.it, silvia.piovan@unipd.it (Massimo De Marchi, Silvia Piovan)

 

Padova, sorta su un antico doppio meandro del fiume Brenta, ha visto, nel corso dei millenni, un susseguirsi di cambiamenti idrografici e vicende idrauliche che ne hanno influenzato il suo sviluppo. Tutt’oggi il centro urbano è solcato da molti corsi d’acqua, anche tombinati, che delineano nel sistema mura storiche e fiumi, e nelle relazioni con le aree verdi, che resistono ad una delle dinamiche di consumo di suolo tra le più elevate a livello nazionale, semi di opportunità per una gestione sostenibile ed inclusiva della città. L’escursione prevede alcune esplorazioni urbane su alcune sfide per una transizione giusta: le problematiche e le possibilità che le acque offrono alla città; i servizi ecosistemici urbani delle infrastrutture blu e verdi e le opportunità di economia sociale; le iniziative di mediazione sociale per superare i paesaggi della paura; la rigenerazione partecipata; i percorsi di transizione agroecologica e di food sovereignty.

 

sabato 11 settembre

pomeriggio

Introduzione geostorica e geomorfologica della città

Dall’Orto Botanico alle Porte Contarine: passeggiata alla scoperta dei canali e del loro utilizzo nel tempo

Da piazza Mazzini all’Arcella: passeggiata di quartiere nei percorsi della città inclusiva con la Cooperativa Sociale “Il Sestante”

Aperi-cena al Parco Milcovich

 

domenica 12 settembre

mattina

Escursione in barca lungo i canali della città (dal Bastione Alicorno al Portello): Walls and Rivers, progettualità sociali, servizi ecosistemici e consumo di suolo

pomeriggio

Visita alle aziende agroeocologiche (Terre del fiume e Terre prossime), attori e progettualità del parco agropaesaggistico: agroecologia e agricoltura di prossimità nel quartiere Basso Isonzo.

 

lunedì 13

mattina

Visita alla Scuola Edile di Padova e ad esempi di edifici adattivi: innovazione degli edifici urbani e implicazioni sulla sostenibilità e la riduzione consumo di suolo. Zero budget building, il progetto uniZEB

 

Note logistiche

Si consigliano abbigliamento e scarpe adatte per le passeggiate in città e per eventuale maltempo.


Dalla Marmolada a Vaia: effetti territoriali del clima che cambia

Dalla Marmolada a Vaia: effetti territoriali del clima che cambia

Numero minimo di partecipanti: 12

Numero massimo di partecipanti: 25
Partenza prevista da Padova: sabato 11 settembre, ore 14.00

Rientro previsto a Padova: lunedì 13 settembre, ore 19.00
Quota (trasporti in pullman e funivia, alloggio, pasti, ingressi ai musei): 300 euro

Per informazioni: mauro.varotto@unipd.it

 

La Marmolada, “regina delle Dolomiti”, è per tanti motivi un ghiacciaio esemplare: da una parte incarna – per posizione e dimensioni – il destino di buona parte dei ghiacciai alpini e il trend generalizzato verso una rapida estinzione che li interesserà nei prossimi decenni; dall’altra, essa è al centro di contese politiche e interessi economico-turistici che dovranno fare i conti con gli effetti del global warming, come già ora stanno facendo i territori circostanti alle prese con le devastanti conseguenze del ciclone Vaia (2018). 

L’escursione prevede la visita ad uno dei comuni più devastati dal ciclone (Rocca Pietore, BL) e l’ascensione al ghiacciaio della Marmolada e ai capisaldi di misurazione utilizzati dal Comitato Glaciologico Italiano. In caso di bel tempo è previsto un breve tratto su ghiacciaio con utilizzo di ramponi, in caso di maltempo verrà proposto un itinerario alternativo.

 

PROGRAMMA PROVVISORIO

sabato 11 settembre

pomeriggio

Partenza da Padova alle ore 15.00 in pullman, sosta intermedia al Bar Bianco Lattebusche

Arrivo a Malga Ciapela (albergo Baita Dovich) previsto entro le ore 19.00

Cena e introduzione geostorica alla “disputa” sulla Marmolada (con Alberto Carton e Mauro Varotto)

 

domenica 12 settembre

Partenza con funivia da Malga Ciapela a Serauta e Punta Rocca: visita al Museo della Grande Guerra alla Stazione di Serauta; trend evolutivo della ritirata del ghiacciaio e prospettive turistiche.

Pranzo al sacco

Possibilità di discesa con ramponi (solo per esperti con ramponi propri) su ghiacciaio e visita ai teli protettivi e segnali di misurazione

Rientro a Malga Ciapela (albergo Baita Dovich) per la cena e pernottamento

Proiezione documentario sulla tempesta Vaia (con Michele Trentini)

 

lunedì 13 settembre

Partenza da Malga Ciapela verso Rocca Pietore: incontro con il Sindaco di Rocca Pietore e visita ai versanti devastati dalla tempesta Vaia (interviene Raffaele Cavalli), pranzo in loco e rientro in pullman nel pomeriggio entro le ore 18 presso la Stazione ferroviaria di Padova

 

Note logistiche

La quota di 300€ include il viaggio in pullman, il biglietto della funivia A/R, vitto e alloggio in stanza singola con trattamento mezza pensione e pranzo al sacco nella giornata di domenica. In caso di maltempo il programma potrebbe subire variazioni; in caso di forte maltempo l’escursione potrebbe essere annullata con preavviso minimo di 2 giorni (in tal caso la quota verrà rimborsata). Il programma dettagliato verrà fornito alla chiusura delle iscrizioni.


Le Dolomiti venete: le mobilità verso, nella e dalla montagna

Le Dolomiti venete: le mobilità verso, nella e dalla montagna

Numero minimo di partecipanti: 12

Numero massimo di partecipanti: 25

Partenza prevista da Padova: sabato 11 settembre, ore 14.00

Rientro previsto a Padova: lunedì 13 settembre, ore 17.00

Quota (trasporti, alloggio, pasti): 350 euro

Per informazioni: etta.castiglioni@unipd.it

 

Il paesaggio attuale delle Dolomiti venete può essere letto attraverso tante diverse forme di mobilità (di uomini, animali e piante, elementi, merci, ecc.), che si sovrappongono nel tempo e si intrecciano nello spazio. Si tratta di mobilità a diverse scale, da quella locale a quella mondiale (che assume importanza crescente con riferimento all’inserimento nel Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco e ai grandi eventi che hanno interessato e interesseranno l’area nel prossimo futuro) e che si sviluppano contemporaneamente verso l’area, all’interno dell’area e dall’area. Spopolamento, pendolarismo, turismo nelle sue varie forme, produzioni tradizionali, sviluppo idroelettrico, rinaturalizzazione, effetti degli eventi meteorologici estremi sono solo alcuni dei fenomeni connessi alle mobilità che trovano evidenza nel paesaggio delle vallate del Cadore e dell’Ampezzo.

 

PROGRAMMA PROVVISORIO

sabato 11 settembre
pomeriggio
Lo sfruttamento idroelettrico della montagna: dalla diga del Vajont alla diga di Centro Cadore e al “paese scomparso” di Vallesella
dopo cena
Introduzione al turismo e alla costruzione dell’immaginario turistico delle Dolomiti (proiezioni e dibattito)

domenica 12 settembre
mattina
La mobilità lenta: escursione in bicicletta/e-bike (chi vuole può invece usare il bus) lungo la Ciclabile delle Dolomiti, verso Cortina d’Ampezzo (circa 1 ora, percorso facile)
Il turismo e la mobilità in quota: il Lago di Misurina, la strada delle Tre Cime
Pranzo (libero) al Rifugio Auronzo (2320 m) e presentazione del progetto “Dolomiti senza confini”
pomeriggio
La valorizzazione del paesaggio dolomitico e le implicazioni territoriali degli sport invernali e dei grandi eventi, in vista delle Olimpiadi 2026; visita agli impianti di risalita e incontri con alcuni soggetti nel territorio (amministrazione comunale, Fondazione Dolomiti Unesco, CAI Cortina)
Tempo libero a Cortina d’Ampezzo

lunedì 13 settembre
mattina
La mobilità degli immaginari: visita ai luoghi della serie televisiva “Un passo dal cielo”
Gli eventi climatici estremi: visita ad uno dei luoghi colpiti dalla tempesta Vaia nel 2018
Tra processi di abbandono a riscoperta del patrimonio locale: visita a Vallesina “villaggio im-mobile”
primo pomeriggio
Lo sfruttamento tradizionale del legname e il trasporto lungo i corsi d’acqua: visita a Perarolo di Cadore

Note logistiche

Per l’escursione in bici di domenica mattina dall’hotel a Cortina si può scegliere tra bicicletta normale o e-bike. Si tratta 45 minuti di pedalata su percorso facile. Per chi preferisce, Cortina può essere raggiunta in bus.
Per tutta l’escursione si consiglia un abbigliamento pratico e sportivo adatto al clima montano (si arriverà oltre i 2300 m di quota) e scarpe consone.
Si alloggerà in camere singole presso l’hotel Park Hotel Des Dolomites, Hotel *** Residenza d’Epoca a Borca di Cadore (BL) https://www.parkhoteldesdolomites.it/
Il programma dettagliato con eventuali altre note logistiche sarà inviato agli iscritti appena raggiunto il numero minimo previsto per effettuare l’escursione. Si richiederà anche di segnalare eventuali esigenze particolari (es. esigenze alimentari).


Escursione tra Montello e Colline del Prosecco di Conegliano Valdobbiadene

Escursione tra Montello e Colline del Prosecco di Conegliano Valdobbiadene

Numero minimo di partecipanti: 12

Numero massimo di partecipanti: 25

Partenza prevista da Padova: 11 settembre, ore 14.00

Rientro previsto a Padova: 12 settembre, ore 18.30

Quota (trasporto, alloggio, pasti): 150 euro

Per informazioni: francesco.ferrarese@unipd.it

 

Il Montello, per la sua posizione e la sua morfologia, costituisce un unicum geografico e geologico nell’ambito subalpino veneto, e la storia della sua gestione è molto ricca ed esemplare. Così come i rilievi a Hogback delle colline di Valdobbiadene e Vittorio Veneto, in tutt’altro tipo morfologico, condizionano il paesaggio e l’uso del suolo, creando luoghi e storie che sono stati riconosciuti a livello internazionale (UNESCO WHL). Le pratiche di gestione del territorio evidenziano comunque delle criticità che devono essere affrontate e sono al vivo del dibattito politico, soprattutto tra i diversi portatori di interessi, nella ricerca di soluzioni più equilibrate possibile tra esigenze produttive e necessità di conservazione naturale dell’ambiente sul quale la stessa produttività deve esplicarsi, non sempre senza contraddizioni. Questi due luoghi sono congiunti dalle morfologie del Piave che qui abbandona i rilievi per raggiungere l’Adriatico. Fiume tormentato ma sempre vivificatore, ora nell’obiettivo di interessi turistici e timori idrogeologici.

 

PROGRAMMA PROVVISORIO

sabato 11 settembre

pomeriggio

14.00-15.10: trasferimento a Montebelluna presso MeVe

15.20-16.50: visita guidata al MeVe

17.00- 18.30: attraversamento Montello per strada dorsale con due tappe (S.M. della Vittoria, Valle delle Tre fonti)

18.30: tappa a Nervesa. Incontro con associazione locale GNM, e forse col Sindaco

19.30-20.00: trasferimento a Conegliano presso hotel e pernottamento

20.30 cena

 

domenica 12 settembre

mattina

8.30: partenza da Conegliano per S. Pietro di Feletto

9.00-10.30: incontro con azienda vitivinicola Paeanca A. A. – visita alla Pieve

10.40- 11.00: trasferimento a Refrontolo presso Molinetto della croda Incontro con comitato no pesticidi

11.00-12.00: trasferimento a Follina via Rolle. Incontro con personale dell’UNESCO Colline del Prosecco

12.00-14.00: pausa pranzo presso trattoria

pomeriggio

14.00-15.30: trasferimento a Valdobbiadene con tappa a Combai. Incontro con Consorzio Prosecco DOCG.

15.30-17.00: visita alla cantina Coste Piane o chi disponibile

17.10-18.30: rientro a Padova

 

Note logistiche

Si cammina poco ma in terreni anche impervi o fangosi: portasi ombrello o kway, scarpe adatte con suola scolpita. Prego comunicare eventuali allergie sia alimentari che ambientali (punture insetti, pollini o piante etc).


Escursione nel Delta del Po: mobilità e ingegno umano

Escursione nel Delta del Po: mobilità e ingegno umano

Numero minimo di partecipanti: 12

Numero massimo di partecipanti: 25

Partenza prevista da Padova: 11 settembre, ore 14.00

Rientro previsto a Padova: 13 settembre, ore 13.00

Quota (trasporto, alloggio, pasti, spostamenti interni: barca; bicicletta*): 300 euro

Per informazioni: marina.bertoncin@unipd.it, andrea.pase@unipd.it

* trasporto alternativo in autobus sempre garantito

 

La mobilità e la differenza sono la cifra costitutiva del Delta e il tentativo di controllarle e l’omologazione hanno rappresentato la cifra dell’intervento antropico nello spazio, con esiti diversi. Il Taglio di Porto Viro e la creazione del Delta attuale, la bonifica meccanica e l’artificializzazione della campagna, l’estrazione del metano e l’immobilizzazione del sistema idraulico sono solo alcuni esempi della dinamica: libertà del movimento di acqua, terra e uomini e costrizione per il controllo degli stessi elementi.  Le più recenti esperienze di intervento nel Delta, come la Strategia per le Aree interne, sembrano riconsiderare la necessità di pensare il Delta nella sua intrinseca natura mobile.

 

PROGRAMMA PROVVISORIO

sabato 11 settembre

pomeriggio

Arrivo al Museo della Bonifica di Ca’ Vendramin

  • Incontro con Giancarlo Mantovani, Direttore del Consorzio di Bonifica del Delta del Po
  • Incontro con Laura Mosca, Responsabile della Strategia Nazionale per le Aree Interne e il Contratto di Foce del Delta del Po

Escursione in barca tra i canneti del ramo del Po della Gnocca fino all’isola del Bacucco

Aperitivo in spiaggia

Incontro con Sandro Vidali, imprenditore turistico e guida naturalistica

Arrivo in albergo e cena: Rifugio Natura di Gorino Sullam (Porto Tolle) (da confermare)

 

domenica 12 settembre

mattina

Partenza in autobus dal Rifugio per la visita alla proprietà Uccellatori (Società Agricola Uccellatori S.S.).

  • Incontro con Giorgio Uccellatori, proprietario e imprenditore (la grande proprietà agricola)
  • Partenza in autobus per la visita all’azienda valliva Valle Segà di Alessandro Girardello (comune di Rosolina)
  • Incontro con Alessandro Girardello, proprietario e imprenditore

Pranzo in valle

pomeriggio

Escursione guidata in bicicletta (o in autobus a seconda delle condizioni meteo e di salute dei partecipanti) lungo la Via delle Valli (dal centro di veneto Agricoltura “Tramontana” di Via Moceniga a Valle Segà): uno degli itinerari più suggestivi del Delta

Cena presso l’Agriturismo “La Fraterna”

dopocena

Incontro con Mauro Girello, proprietario (la piccola proprietà agricola)

Rientro al Rifugio per il pernottamento

 

lunedi 13 settembre

mattina

Partenza dal Rifugio verso la Sacca degli Scardovari, la più grande area produttiva per cozze e vongole del Delta

  • Incontro con Emanuele Rossetti, biologo al Consorzio Cooperative Pescatori di Scardovari

Fine dell’escursione e partenza per Padova

 

Note logistiche

Partenza/rientro in autobus da Padova, stazione autobus, Via della Pace, uscendo dalla stazione dei treni e girando a sinistra, la stazione si trova a qualche minuto a piedi. Si prega di essere puntuali!

Portare abbigliamento adatto agli ambienti da visitare e compatibile con situazioni di maltempo!

Le escursioni previste in barca o in bicicletta potranno essere effettuate con l’autobus su richiesta e per motivate ragioni.

Il programma dettagliato sarà inviato agli iscritti appena raggiunto il numero minimo previsto per effettuare l’escursione.


OMB1

OMB1. Storie di case: “beni immobili” tra fluidità, precarietà e mutevolezza

 

Per quanto tecnicamente immobili, molti beni sono tutt’altro che statici in termini di pratiche che li plasmano. Sono diversificate e in continuo cambiamento le pratiche di accesso a (e uso di) un bene tanto centrale per la vita come la casa. Non solo la tradizionale dicotomia tra proprietà e affitto lascia sempre più spazio a una miriade di forme variegate, all’interno della quale emergono pratiche collettive (e.g. cohousing e altre forme di abitare comunitario), temporanee (e.g. affitti brevi, legati sia alla iper-turistificazione delle città, sia alla crescente precarizzazione delle biografie lavorative), inaspettate (e.g. convivenze solidali tra anziani e studenti) o precarie (e.g. occupazioni, campi). Per di più l’accesso ordinario tramite processi legali è affiancato da fattispecie informali (o illegali) che, sebbene rappresentino da molti anni un tratto tipico del regime abitativo italiano (e più in generale mediterraneo), si sono complessificate e moltiplicate negli ultimi decenni, a seguito di cambiamenti strutturali di carattere economico, culturale e sociale (e.g. crescita dei flussi migratori e precarizzazione). Tale complessificazione subirà probabilmente una ulteriore torsione a seguito della recente crisi pandemica, i cui effetti in questo campo, sebbene già ora percepibili aneddoticamente (per esempio, in termini di crescita della precarietà abitativa), aspettano di essere esplorati in maniera sistematica e analitica.

Su questo sfondo, la sessione desidera raccogliere contributi di natura diversa – sia tradizionali comunicazioni orali in presenza, sia contributi visuali in forma video o fotografica – che riflettano criticamente sul carattere mobile, mutevole e plastico delle pratiche di accesso e uso del bene immobile abitativo, focalizzandosi per esempio su (ma non limitandosi necessariamente a):

– diversificazione fenomenologica delle forme di uso e accesso alla casa, connesse sia all’emersione/consolidamento di nuove soggettività (per esempio, migranti stagionali o lavoratori del nuovo precariato del capitalismo digitale), sia a recenti contingenze storiche (per esempio la crisi pandemica, ma anche la precedente crisi economica globale);

– fluidità delle geografie abitative contemporanee dal punto di vista istituzionale (per esempio, in termini di relazione tra sfera legale e sfera illegale);

– valenza epistemica dello studio delle pratiche abitative in relazione alla comprensione dei caratteri costitutivi dell’urbanesimo globale contemporaneo;

– processi di marginalizzazione e violenza legati all’accesso alla casa e alle pratiche abitative

 

Allen, J., Barlow, J., Leal, J., Maloutas, T., & Padovani, L. (2004). Housing and welfare in Southern Europe. London: Blackwell.

Arbaci, S. (2019). Paradoxes of segregation: Housing systems, welfare regimes and ethnic residential change in Southern European cities. Hoboken: John Wiley & Sons.

Chiodelli F., Coppola A., Belotti E, Berruti G., Clough Marinaro I., Curci F., Zanfi F. (2020). The production of informal space: A critical atlas of housing informalities in Italy between public institutions and political strategies. Progress in Planning https://doi.org/10.1016/j.progress.2020.10049

Waibel L., McFarlane C. (Eds.) (2012). Urban informalities. Reflections on the formal and informal (pp. 171– 193). Farnham: Ashgate.

Vasudevan, A. (2015a). Metropolitan preoccupations: The spatial politics of squatting in Berlin. London: Wiley-Blackwell.

 

Profilo proponenti

 

Francesco Chiodelli è professore associato di geografia economica e politica presso l’Università degli studi di Torino. in precedenza, ha lavorato al Gran Sasso Science Institute (l’Aquila), dove ha co-diretto il dottorato di ricerca in Studi Urbani dal 2013 al 2019. La sua ricerca si concentra principalmente sulla teoria critica della regolazione dello spazio, con particolare riferimento a questioni di illegalità, informalità pluralismo e diversità.

 

Camillo Boano è professore ordinario di Progettazione Urbana e Teoria Critica presso la Bartlett Development Planning Unit (University College of London) e professore ordinario di Architettura e Progettazione Urbana presso il Dipartimento Interateneo di Scienze, Progetto e Politiche, Territorio del Politecnico di Torino. La sua ricerca si concentra sui complessi incontri tra teoria critica, filosofia radicale e processi di progettazione urbana

 

Email di riferimento

 

francesco.chiodelli@unito.it


EAP1

EAP1. Acqua in movimento: flussi, ritmi e cambiamenti

 

Fiumi, mari, oceani, laghi, ghiacciai, falde acquifere, nuvole: l’acqua è ovunque. La sua presenza, o assenza, è determinante per l’emergere della vita sulla Terra, e le sue implicazioni – epistemologiche e ontologiche – per lo studio della geografia e la comprensione del nostro rapporto con la natura nell’Antropocene sono molteplici (Menga e Swyngedouw, 2018). Recenti riflessioni critiche da parte di studiosi di diverse discipline hanno acceso un dibattito sui meccanismi attraverso i quali le acque interne diventano un elemento costitutivo di intense reti e territori sociali, o idro-sociali (Linton e Budds, 2014; Duarte Abadia et al., 2015; Sultana e Loftus, 2019). Vi è un crescente interesse per attori e dinamiche che sinora sono stati solo parzialmente esaminati, sotto-studiati, o sono rimasti del tutto invisibili. Alcuni esempi includono, tra gli altri: il legame tra acqua e giustizia sociale, il ruolo delle infrastrutture idriche nei processi di territorializzazione e de-territorializzazione, e la dimensione di genere nell’insicurezza idrica.

Basandosi sulle questioni sopra menzionate, questa sessione si occuperà della mobilità delle acque interne e di come questa influenzi, talvolta stravolgendoli, i ritmi e gli spazi amministrativi, economici, culturali e politici della società globalizzata e delle entità, umane e non-umane, che la popolano.

 

Duarte-Abadía, B., Boelens, R. and Roa-Avendaño, T., 2015. Hydropower, encroachment and the re-patterning of hydrosocial territory: The case of Hidrosogamoso in Colombia. Human Organization, 74(3), pp.243-254.

Linton, J. and Budds, J., 2014. The hydrosocial cycle: Defining and mobilizing a relational-dialectical approach to water. Geoforum, 57, pp.170-180.

Menga, F. and Swyngedouw, E. eds., 2018. Water, Technology and the Nation-state. Routledge.

Sultana, F. and Loftus, A. eds., 2019. Water politics: Governance, justice and the right to water. Routledge.

 

Profilo Proponenti

 

Filippo Menga è docente di geografia umana all’Università di Reading (Regno Unito). Le sue ricerche affrontano il tema delle politiche dell’acqua e dell’interrelazione tra ecologia, potere, produzione di energia e grandi infrastrutture idrauliche.

 

Giorgio Osti è docente di sociologia dell’ambiente e del territorio all’Università di Padova; ha svolto ricerche sulla transizione energetica e la questione idrica. Ha curato un numero di Rassegna Italiana di Sociologia su “Water Socialisation” (2/2020). Si occupa inoltre di aree rurali fragili.

 

Email di riferimento

 

filippomenga@gmail.com